Come deve essere realizzato un impianto civile

17/01/2024
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In questo articolo noi di Alessi Lino vogliamo parlarti di impianti civili e più nello specifico vogliamo dirti come devono essere realizzati. Quindi, ti auguriamo buona lettura.

La prima cosa da sapere è che ogni impianto elettrico è composto da una serie di componenti necessari per il funzionamento e da una dotazione che cambia a seconda dell’ampiezza della casa; inoltre, per gli impianti elettrici nuovi, la norma fissa tre livelli qualitativi. Va anche detto che l’impianto elettrico è regolato dalla norma Cei 64-8 e dalla variante V3 del 2011 alla norma stessa, con la quale vengono dettate le regole precise sui limiti minimi prestazionali degli impianti elettrici per le nuove installazioni.

Il primo aspetto da segnalare è che la potenza contrattuale impegnata, fornita al privato dall’azienda elettrica prescelta, viene diversificata in base alla superficie della casa: 3 kW (valore minimo per superfici fino a 75 mq) e 6 kW (valore minimo per superfici oltre i 75 mq). Anche se i valori indicati non verranno del tutto impiegati, l’impianto elettrico deve essere predisposto per accettare almeno queste potenze impegnate.

Per quanto riguarda invece gli impianti elettrici esistenti, in genere dimensionati per 3 kW di potenza impegnata secondo la vecchia prassi, nel caso ci sia un utilizzo superiore di energia elettrica all’interno dello spazio domestico si può incrementare l’utenza da 3kW a 4,5 kW o addirittura a 6 kW, tramite richiesta al gestore.

Se ti stai chiedendo da dove partire, la risposta è dal centralino. Il centralino di nuovo tipo è più grande rispetto ai vecchi modelli e deve avere un interruttore generale e almeno due di quelli differenziali. Il numero di linee dipende invece dai mq della casa e dal livello di impianto adottato. Da quello generale, con il contatore per la misurazione dei consumi, si snodano i fili conduttori che portano al centralino singolo (cioè il quadro elettrico dell’unità abitativa) posto all’interno della casa, solitamente posizionato vicino al vano della porta di ingresso. Questo centralino contiene i vari interruttori magnetotermici e l’interruttore differenziale detto “salvavita”. Oltre a questa, che è la parte per così dire di comando, un impianto elettrico domestico è formato anche da:

  • Prese per l’attacco dei vari elettrodomestici;
  • Interruttori semplici o composti per comandare i punti luce;
  • Un sistema di messa a terra dell’impianto nella sua totalità (il conduttore di terra va sempre portato all’interno del centralino).

I “circuiti” in casa

A partire dal quadro, l’impianto elettrico di un appartamento viene diviso in tre “circuiti”:

  • A 16 Ampere per le prese;
  • A 10 Ampere per le luci e un circuito per l’alimentazione;
  • A 12V per i circuiti di chiamata (come ad esempio l’allarme sonoro che va messo in bagno).

Le prese saranno posizionate a muro a un’altezza di 30 cm dal pavimento (110 cm nel caso di bagni e cucine), mentre gli interruttori a 110 cm dal suolo.

I cavi conduttori, in un appartamento, sono tre: uno per la fase in corrente, uno per il neutro e uno per la messa a terra.

In conclusione possiamo affermare che l’impianto elettrico, in linea generale, ha un costo di circa 50/60 euro per ogni punto luce installato. In un appartamento standard di 90 mq, costituito da circa 60 punti luce, l’importo complessivo può quindi essere stimato in 3.000/3.600 euro, esclusa Iva. Nella cifra sono compresi i materiali, i tubi corrugati, le scatole, i quadri elettrici, la manodopera e l’utile per l’impresa.

Alessi Lino

Impianti elettrici, idraulici e di condizionamento.
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